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Eutanasia

Si sopprimono quelli che hanno difetti anziché dare un aiuto a chi è più debole.

Esperienza di Giovanni
Mi chiamo Giovanni e ho 24 anni.
Tempo fa su vari giornali italiani sono usciti articoli su un medico olandese, a proposito dell’eutanasia su pazienti con diverse malattie o handicap, per liberarli dal destino di una vita impossibile tale da non valere la pena di essere vissuta,
Eutanasia pe “senso professionale” per “Amore”, secondo questo medico che ne parlava quasi con orrore. Ma questo medico ha mai capito che quando una vita è tale, che vale la pena di essere vissuta? Ma lo sa questo medico che la vita appartiene a Dio? Chi vi parla è un malato di Sclerosi Multipla, quindi di quelli che il medico olandese vorrebbe sopprimere, ancora non molto grave, ma che sa, che quello che aiuta un malato è l’amicizia e l’amore.

Io leggo, parlo, scrivo, so usare il computer come tutti i ragazzi della mia età e per fortuna c’è chi mi vuol bene, davvero e non si spaventa del mio futuro.
Giro ancora da solo, certamente faccio più fatica di altri. Non valuto la mia intelligenza, (ne quella del medico olandese) ma di certo posso parlare, esprimere quello che penso, anche se quel medico teorizza che quelli come me, magari più avanti, se non potrò più comunicare, sarebbe meglio che sparissero.
Ci tengo a dire che la mia vita non è né triste, né inutile, certo un po’ frenata, non è sempre facile, qualche volta ho sofferto, ma nei letti vicino al mio c’erano altri ragazzi con la stessa voglia di guarire, di comunicare, di farsi amici e soprattutto di vivere.
C’è invece, ormai, una incapacità a concepire la vita quando ci sono delle difficoltà da superare.

Il medico olandese e quelli che la pensano come lui, dovrebbero interrogarsi sulla loro paura della vita. Paura di una vita che contiene solo fatica, conquista, lotta, sconfitte, vittorie e che non è semplicemente una piatta crescita biologica, magari ubriaca delle ultime, mai soddisfacenti, mode.
Una cartolina di tutti belli e tutti vincenti che si liquefa alle prime difficoltà della vita, dove tutti sorridono a trentasei denti e fanno fitness e beach volley.
Penso che ci dovremmo tutti chiedere un po’ di più, cosa è davvero umano e cosa non lo è, invece di essere stupiti del fatto che nella nostra società aumenta il numero di persone depresse, che migliaia fanno la fila per diventare veline, che milioni sognano di andare in televisione e non si sa che cosa tengono davvero i giovani.
Il problema è che non sempre si fa tutto quello che si potrebbe fare per aiutare chi ha un problema, una malattia, a vivere meglio. E su questo, che il medico olandese e quanti pensano che l’eutanasia è un modo di dare dignità alla vita, dovrebbe spendere più energie e conoscenze.

L’eutanasia è davvero orribile, specie se non sanno difendersi. Si uccide -perché di questo si tratta- quelli che hanno difetti senza neanche aspettare che crescano per vedere cosa succede, senza invece dare quello che è necessario; più aiuto a chi è solamente più debole.
La proposta è questa: se proprio dobbiamo eliminare qualcosa, allora, invece di abolire la fragilità è meglio cominciare dalla paura della fragilità che ci fa tutti più disumani (e più indifesi).

Grazie all’amore di tante persone che si associano per aiutarci, riusciamo a capire quanto è importante la vita e soprattutto che c’è l’ha donata con grande Amore, DIO.