skip to Main Content
02 39282608 | 389 8980505 lism@lism.it DONA IL 5X1000

Ero una persona iperattiva

Esperienza di Anna
Mi chiamo Anna, ho 52 anni e sono malata di Sclerosi Multipla da 18 anni, la fatica causata dalla malattia e ciò che si prova a non poter più essere attivi, è difficile da spiegare alle persone cosiddette “sane”, ma vorrei far capire loro, che pur nella sofferenza sono capace di vivere una vita “normale”.
Io sono sempre stata una persona iperattiva e questa subdola malattia, ha tentato di piegarmi, togliendomi tutte le forze e le cose belle che riuscivo a fare, ma io non mi arrendo perché amo la vita nonostante tutto.
Certamente non posso più correre, ma trovo sempre un lato positivo in tutto quello che riesco a fare.
Il mio carattere positivo mi porta a dialogare con tutti serenamente. Certamente sono consapevole di non poter avere certezze, ma pensandoci bene, chi può avere certezze? Grazie a Dio, io nonostante tutto, sono una persona fortunata, confronto ad alcuni miei amici, che oltre la malattia non hanno appoggio da parte della famiglia che mi accudisce, mi garantisce la fisioterapia, e soprattutto mi ama.
Ho perso il mio lavoro che adoravo, (facevo la parrucchiera e a detta dei miei clienti, ero abbastanza bravina). Oggi non posso più stare in piedi e quindi ho dovuto abbandonarlo, sarebbe troppo faticoso.

Quando mi lascio prendere dalla depressione, devo dire raramente, mi consente solamente di vedere, quasi tutti, i programmi televisivi o godermi qualche ora in compagnia dei miei amici della LISM, a sorseggiare un tè o un buon caffè.
Quando invece il tempo è bello, mi sento rifiorire ed ecco che vorrei fare mille cose perché la fatica si fa sentire meno, quindi quella poca energia mi stimola a fare tante piccole cose.
Ho una figlia sposata che abita un po’ lontano e quindi non la vedo spesso, ma ho un marito premuroso che non mi fa sentire tanto la mancanza. Di che cosa posso lamentarmi?
Spinta da un’anima combattiva, vivo questa vita, seppur dolorosa e a metà, serena e non penso lontanamente di morire.