La sclerosi in cifre

Le persone malate di sclerosi multipla sono circa 2,5 milioni nel mondo, 520.000 in Europa e 400.000 negli Stati Uniti. In Italia i malati sono 58.500, 1 ogni 1026 abitanti, con picchi di 1 ogni 700 in Sardegna.

La sclerosi multipla colpisce in particolar modo persone giovani, tra i 20 e i 30 anni d’età, in special modo le donne, con un rapporto di 2 a 1 rispetto agli uomini.

Ogni anno, in Italia, si verificano 1800 nuovi casi (1 ogni 5 ore).

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità la Sclerosi Multipla è una delle malattie socialmente più costose: ogni persona malata di sclerosi multipla costa allo Stato italiano in media 25.000 euro l’anno. I costi maggiori sono dovuti dalla lunga durata della malattia ( 40 anni di media per persona colpita) e dal fatto che la sclerosi colpisce giovani adulti ( all’inizio della loro vita lavorativa e sociale) sviluppando nei malati disabilità di vari livelli.

Oltre che per l’invalidità fisica vera e propria, lo stress derivante dalla cronicità della malattia e dal fatto che i sintomi cambiano nel tempo spinge il 64% dei malati a modificare la propria attività lavorativa e il 38% la propria vita di relazione.
Di seguito sono evidenziati alcuni dati relativi allo stile di vita dei disabili di sclerosi multipla:

  • Il 95% dei malati vive con la famiglia, il 5% da solo.
  • Il 44% degli individui con difficoltà di deambulazione e il 12,5% di quelli in carrozzina continua ad uscire ogni giorno. Tra i disabili più gravi, il 17% esce qualche volta al mese e il 23% alcune volte l’anno.
  • Il 70-80% dei malati con disabilità minore continua ad usare gli stessi mezzi di trasporto, ma all’aumentare della disabilità solo il 30-40% mantiene le proprie abitudini.
  • Il 61% presenta serie difficoltà di movimento all’esterno dovute alle barriere architettoniche: 36% per marciapiedi impraticabili, 29% per rampe d’accesso troppo ripide, 22% per ascensori non accessibili.
  • Il 43% dei malati, anche in caso di disabilità minima, ha dovuto modificare le proprie abitudini in tema di vacanze, sia per questioni economiche sia per problemi di mobilità.